Terroni o Rigurgiti di Storia

Regia: Katia Bosco.
Interpreti: Katia Bosco, Roberta Vannini, Sarah Caruso, Marina Pastore, Valentino Valenti/Giuliano Manzoni, Alessandra Febo/Simona Felici, Alessio Cessari/Valentina Fenu, Alessandro Smorra, Matteo Lorenzoni, Alessandro Anastasio/Nico Salzano, Roberta Malatesta, Ginevra Caratú.
Interventi musicali a cura di Piero Pesce.

Lo spettacolo teatrale Terroni ovvero Rigurgiti di Storia rappresenta l’ulteriore tappa di un percorso che comincia con il libro Terroni di Pino Aprile e passa attaverso l’omologo monologo teatrale messo in scena da Roberto d’Alessandro. La nostra sfida è presentare al pubblico di Barcellona una storia allo stesso tempo moderna e antica, locale e universale, perché come è sempre stato e come succede ovunque nel mondo, esistono pagine cancellate e nascoste del gran libro della Storia, scritta sovente ad opera e beneficio dei vincitori.
La storia che raccontiamo è quella di un popolo, di una terra, il sud d’Italia, che 150 anni fa passó da una dominazione all’altra, mentre con grande clamore e patriottiche celebrazioni nasceva il Regno d’Italia, una Italia finalmente unita da nord a sud.
Scavare nella Storia, addentrarsi tra le sue pieghe, è un tentativo di portare in superficie questa materia indigesta, questo substrato marcio che è terreno fertile solo per il crimine e l’abuso. Scavare nella Storia e affrontarla vuol dire forse arrivare alle radici del peccato originale che la gente del sud sembra portare addosso, questo ‘difetto di fabbrica’ che ci dà allo stesso tempo vergogna e rabbia, e che molte volte cerchiamo di nascondere dietro una maschera di alterità.
Lo spettacolo si articola in dieci ‘quadri’, il cui filo conduttore è la relazione tra nord e sud, una relazione di potere fra due soggetti che sono a volte entità astratte –‘corali’ nel senso della drammaturgia greco-latina– e che in altre occasioni si identificano con personaggi reali, come Garibaldi e Carmine Crocco.
Lo spettacolo si propone de stimolare una riflessione quindi, ma anche perseguire un ben piú ambizioso proposito: provare a cambiare la sintassi del discorso che describe e accompagna la già secolare questione meridionale.

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