Giro di Vite

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Interpreti: Roberta Vannini, Claudio Ragusi, Ginevra Caratú, Roberta Malatesta, Alessandro Anastasio, Alessandro Smorra, Marina Pastore, Sarah Caruso.

Lo scorso giugno è venuta a mancare Katia, regista ed anima della compagnia Tabula Rasa.
Il desiderio di ricordarla ha portato gli altri membri del gruppo a realizzare lo spettacolo “Giro di Vite”, un insieme di interventi – racconti, monologhi, dialoghi – tenuti insieme da un filo conduttore: la vita intesa come viaggio. Intimo. Il lavoro, l’amore, le passioni giovanili, la caduta degli ideali, l’accettazione di sè. Un percorso attraverso vari momenti che segnano quel segreto mistero che è l’esistenza e sulle sue manifestazioni ordinarie e non.
Mistero che prende forma attraverso l’incrocio delle trame dei vari interventi.
Il titolo Giro di Vite, esprime il doppo significato di momenti di cambiamento, a volte improvvisi, nell’esistenza di ognuno ed allo stesso tempo la manifestazione di una forza di resistenza, una capacità di sentire amore nei confronti della vita nonostante la tragicità di alcuni eventi.
Giro di Vite era il nome che Katia propose per il nostro spettacolo precedente che alla fine intitolammo “Parallelo 35. La sottile linea grigia“. Abbiamo deciso di riprendere questo titolo che invece ci è sembrato esprimere bene il l’intenzione di questo spettacolo: attraversare alcune tappe del viaggio intimo di ognuno, la vita.

Parallelo 35. La sottile linea grigia

Regia: Katia Bosco.
Interpreti: Roberta Vannini, Sarah Caruso, Alessandro Smorra, Alessandro Anastasio, Katia Bosco, Roberta Malatesta, Ginevra Caratú, Andrea Anselmi, Gabriele Carpegna, Nicola Fatighenti.
Interventi musicali a cura di Rocco Papia.
Sottotitoli a cura di Olivia Gerber Morón.

Lo spettacolo teatrale Parallelo 35. La sottile linea grigia è la storia di una povera famglia di pescatori di un’isola del sud Italia che a stento riesce a sbarcare il lunario. La madre Teresa ed il figlio Ronni decidono affittare la casa ad una coppia di turiste durante l’estate e terminata la stagione, vendere la barca.
Un giorno però il nonno, patriarca della famiglia, salva un immigrante clandestino dal naufragio del barcone su cui viaggiava, accogliendolo in casa.
Questo evento scatena una serie di reazioni che finiscono per rompere il già precario equilibrio della famiglia e spingere i personaggi verso “la zona grigia”, ovvero la sottile e sfumata linea che separa il bene dal male, il padrone dallo schiavo, la vittima dal carnefice.
Una riflessione sull’identità, la discriminazione, l’illusorio senso di appartenenza e la precarietà della nostra condizione di esseri umani attraverso un frammento di vita familiare.
Il copione è frutto di uno sforzo congiunto, un esperimento di scrittura creativa collaborativa realizzato da vari membri della compagnia.
L’idea di partenza viene dalla sceneggiatura di Terraferma, un film di Emanuele Crialese; il riferimento concettuale –chiamiamolo così– è la teorizzazione della ‘zona grigia’ fatta dallo scrittore Primo Levi nel suo saggio “I sommersi e i salvati”. Abbiamo incluso un monologo di Giorgio Gaber, “Sogno in due tempi”, e abbiamo adattato un brano della sceneggiatura del film Dogville, di Lars Von Trier. Altri spunti di riflessione ci sono venuti dal libro di Gabriele Del Grande “Il mare di mezzo” e dalla visione del documentario “Come un uomo sulla terra” di Andrea Segre, Riccardo Biadene y Dagmawi Yimer.
Queste le opere più rilevanti per l’elaborazione di “Parallelo 35”, senza menzionare tutti gli articoli, libri, documentari, film, ormai numerosissimi intorno al tema dell’immigrazione e che, in maggiore o minor misura, sono stati fonte di ispirazione per la costruzione del nostro copione.
“Parallelo 35. La sottile linea grigia” è un dramma in quattro tempi, intercalati dagli interventi di un narratore che fa da contrappunto alla trama dell’opera.

Video

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Trailer – Terroni ovver Rigurgiti di Storia

Mannequin Challenge – Parallelo 35. La sottile linea grigia.

Terroni o Rigurgiti di Storia

Regia: Katia Bosco.
Interpreti: Katia Bosco, Roberta Vannini, Sarah Caruso, Marina Pastore, Valentino Valenti/Giuliano Manzoni, Alessandra Febo/Simona Felici, Alessio Cessari/Valentina Fenu, Alessandro Smorra, Matteo Lorenzoni, Alessandro Anastasio/Nico Salzano, Roberta Malatesta, Ginevra Caratú.
Interventi musicali a cura di Piero Pesce.
Sottotitoli a cura di Olivia Gerber Morón.

Lo spettacolo teatrale Terroni ovvero Rigurgiti di Storia rappresenta l’ulteriore tappa di un percorso che comincia con il libro Terroni di Pino Aprile e passa attaverso l’omologo monologo teatrale messo in scena da Roberto d’Alessandro. La nostra sfida è presentare al pubblico di Barcellona una storia allo stesso tempo moderna e antica, locale e universale, perché come è sempre stato e come succede ovunque nel mondo, esistono pagine cancellate e nascoste del gran libro della Storia, scritta sovente ad opera e beneficio dei vincitori.
La storia che raccontiamo è quella di un popolo, di una terra, il sud d’Italia, che 150 anni fa passó da una dominazione all’altra, mentre con grande clamore e patriottiche celebrazioni nasceva il Regno d’Italia, una Italia finalmente unita da nord a sud.
Scavare nella Storia, addentrarsi tra le sue pieghe, è un tentativo di portare in superficie questa materia indigesta, questo substrato marcio che è terreno fertile solo per il crimine e l’abuso. Scavare nella Storia e affrontarla vuol dire forse arrivare alle radici del peccato originale che la gente del sud sembra portare addosso, questo ‘difetto di fabbrica’ che ci dà allo stesso tempo vergogna e rabbia, e che molte volte cerchiamo di nascondere dietro una maschera di alterità.
Lo spettacolo si articola in dieci ‘quadri’, il cui filo conduttore è la relazione tra nord e sud, una relazione di potere fra due soggetti che sono a volte entità astratte –‘corali’ nel senso della drammaturgia greco-latina– e che in altre occasioni si identificano con personaggi reali, come Garibaldi e Carmine Crocco.
Lo spettacolo si propone de stimolare una riflessione quindi, ma anche perseguire un ben piú ambizioso proposito: provare a cambiare la sintassi del discorso che describe e accompagna la già secolare questione meridionale.

Roberta Vannini

Roberta Vannini compagnia teatrale tabula rasa
Appassionata di cinema sin da piccola, si avvicina al teatro durante gli studi universitari, coltivando l’interesse soprattutto per il teatro sociale. Inizia a recitare nel 2012; nell’ultimo anno si cimenta nell’adattamento e riscrittura di testi teatrali.

Alessandro Anastasio

Alessandro AnastasioSi appassiona al teatro durante l’Università, grazie alla lettura dei testi di Lope De Vega e Calderon de la Barca. Attraverso il teatro cerca una forma creativa in grado di parlare al pubblco combinando le sue tre grandi passioni: musica, scrittura e recitazione.